Lunedì, 22 Agosto 2016 11:05

Shopper in plastica biocompostabile, la normativa

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Le Shopper in plastica biocompostibile sono realizzate nel rispetto della normativa Uni En 13432.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione (n. 116/2014) del Decreto Legge Competitività (n. 91/2014), è stato completato l'iter della normativa italiana sulla commercializzazione degli shopper monouso non biodegradabili e compostabili.

In Italia è stato sviluppato da alcuni anni un efficiente sistema di marcatura e riconoscimento dei manufatti biodegradabili e compostabili a cura del Consorzio Italiano Compostatori (con la collaborazione dell'ente certificatore Certiquality s.r.l.) che rilascia il marchio "Compostabile-CIC".

Le borse  per la spesa sono ri-utilizzabili per la raccolta dei rifiuti umidi-organico.

 

Vantaggi Shopper in plastica biocompostabile:

  • grande facilità di lavorazione;

  • economicità;

  • colorabilità;

  • resistono alla corrosione;

  • resistono all’inerzia chimica;

  • resistono  all'idrorepellenza;

  • non vengono attaccate dalla muffa, dai fanghi e dai batteri;

  • sono leggere e resisenti.

Solo shopper biodegradabili e compostabili

La legge parla chiaro: da tempo non si possono più vendere shopper in plastica, ma biodegradabili e compostabili, conformi alla normaUNI EN 13432:2002 oppure riutilizzabili ma secondo precisi parametri di spessore. I commercianti che non si attengono alla norma ricevono sanzioni pecuniarie, da 2.500 a 25.000 euro, con un massimo di 100.000 se commercializzano ingenti quantità di shopper in plastica.

Online è possibile acquistare shopper biodegradabili e compostabili personalizzate, che derivano da materie prime vegetali rinnovabili e sono realizzati principalmente con amido di mais (Mater-Bi), grano o altri cereali. Questo genere di sacchetti oltre ad essere biodegradabili sono anche compostabili in accordo con la Norma Europea EN 13432 attualmente in vigore.

La nuova generazione delle bioplastiche

La nuova generazione delle plastiche biodegradabili è quella delle bioplastiche derivanti da materie prime rinnovabili  ricavate da svariate risorse agricole. Le bioplastiche hanno come caratteristica principale il vantaggio di essere versatili come la plastica tradizionale. Oggi infatti si punta molto sulle materie prime di origine agricola che tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio, senza rilascio di sostanze inquinanti.
Con l' ottenimento della certificazione di compostabilità si ha diritto all’ impiego dei marchi, OK Compost e/o Compostable Logo che possono essere impressi sulle confezioni dei granuli e sulla documentazione pubblicitaria e tecnica che li accompagna.

La differenza tra plastica e bioplastica?

Le plastiche biodegradabili e compostabili sono principalmente poliesteri, vengono ottenute da carbonio non fossile, e hanno una struttura chimica che le rende aggredibili dai microrganismi nel momento in cui si trovano nell’ambiente giusto, purché questo avvenga in modalità controllate.
Per quanto riguarda le borse non biodegradabili e compostabili, gli spessori che questi debbono possedere per essere considerati riutilizzabili, e dunque commercializzabili, sono: 200 micron per i sacchi con maniglia esterna destinati all'uso alimentare; 100 micron per i sacchi con maniglia esterna non destinati all'uso alimentare; per i sacchi cosiddetti a fagiolo, cioè senza manici esterni, 100 micron se destinati all'uso alimentare, 60 micron se non destinati all'uso alimentare.
Il divieto alla commercializzazione dei sacchetti per la spesa monouso in plastica è in vigore dal 2012, ma solo con la pubblicazione della Legge n. 116 dell’11 agosto 2014, è stato sbloccato il sistema sanzionatorio.

Letto 433 volte Ultima modifica il Lunedì, 22 Agosto 2016 11:58